Riflessioni sul 2025 - Newsletter

Buongiorno,

Il periodo natalizio ci invita a fermarci, a rallentare il passo. Non però a distogliere lo sguardo dalle sfide che segnano la vita di molte persone nel nostro Cantone e nel mondo: le guerre, l'aumento delle disuguaglianze, le difficoltà economiche che colpiscono famiglie, lavoratrici e lavoratori. È stato tuttavia anche un anno che ha dimostrato come, con determinazione e visione, sia possibile ottenere risultati importanti per la collettività.

Lo ha mostrato con chiarezza la votazione del 28 settembre sull'iniziativa per limitare i premi di cassa malati al massimo al 10% del reddito disponibile delle economie domestiche. Si tratta di un'indicazione politica forte da parte della popolazione, che chiede finalmente maggiore equità nel finanziamento della sanità. In questa direzione si inseriscono sia l'iniziativa popolare che il Partito socialista svizzero sta preparando affinché l'85% della popolazione paghi meno premi di cassa malati, sia l'iniziativa annunciata da un'alleanza di sinistra e sindacati per una cassa malati pubblica. Ma il voto, da solo, non basta. Ora nel nostro Cantone servono coraggio politico e senso di responsabilità per concretizzare l'applicazione delle decisioni popolari del settembre scorso. Concretamente ciò significa agire in modo equilibrato, intervenendo sia sul fronte delle entrate fiscali sia su quello della spesa pubblica e del contenimento dei costi sanitari.

La scuola pubblica è uno dei pilastri fondamentali del nostro Cantone. Non è solo un luogo di apprendimento, ma un argine contro le disuguaglianze, un motore di emancipazione e un investimento nel futuro democratico del Paese. Difenderla significa affermare che ogni bambina e ogni bambino, ogni ragazza e ogni ragazzo hanno diritto alle stesse opportunità, indipendentemente dal contesto familiare e sociale. Nell'ambito della giornata tematica organizzata dal PS Ticino, "Per una scuola di qualità e presidio di democrazia", ho condiviso la mia visione di scuola e il lavoro svolto in questi due anni e mezzo all'interno del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS). Chi desidera approfondire può trovare maggiori informazioni sul mio sito (https://www.marina-carobbio.ch/it/articoli/scuola-democrazia) e sul sito del Dipartimento (https://www4.ti.ch/decs/dipartimento), dove rendiamo conto delle attività e dei progetti in corso.

Sul fronte sociale ed economico, la situazione resta preoccupante. Molte famiglie vedono diminuire il proprio potere d'acquisto, i premi di cassa malati continuano ad aumentare e un numero crescente di persone vive in condizioni di precarietà o scivola nella povertà. Sono realtà che non possiamo ignorare e che richiedono risposte concrete, strutturali e durature.

Le richieste di una redistribuzione più equa della ricchezza e di diritti sociali più solidi sono legittime, perché le difficoltà sono reali. Sappiamo però di operare in un contesto politico in cui le maggioranze di destra cercano spesso di frenare o ridimensionare le politiche sociali. In questo quadro, il mio impegno è stato chiaro: evitare arretramenti, consolidare le conquiste e aprire spazi per dei progressi concreti. È un lavoro paziente ma determinato, che porto avanti in Governo per mettere al centro le persone, anche quelle che hanno meno voce, come chi fugge da guerre, violazioni dei diritti umani e povertà. Rafforzare i servizi pubblici, difendere la coesione sociale e investire nella formazione e nella cultura sono al centro del mio impegno politico.

Il diritto alla formazione come scelta di civiltà 

La formazione è un diritto fondamentale e una condizione essenziale per la piena realizzazione della persona. La possibilità di studiare, di apprendere e di sviluppare le proprie capacità non dovrebbe mai dipendere dal luogo in cui si nasce o dalle circostanze in cui si cresce. Per molte giovani e molti giovani che fuggono da povertà, guerre e gravi violazioni dei diritti umani, l'accesso all'istruzione rappresenta una possibilità di immaginare e costruire un futuro diverso.

Garantire questo diritto significa restituire dignità, aprire prospettive e contrastare percorsi segnati dall'esclusione e dalla precarietà. Significa affermare che ogni persona, indipendentemente dalla propria origine o dal proprio percorso di vita, ha valore e merita opportunità. È una scelta che parla di responsabilità collettiva e di fiducia nella capacità degli individui e delle comunità di crescere insieme.

Per queste ragioni continuerò a impegnarmi affinché il diritto alla formazione sia effettivamente garantito a tutte e a tutti i giovani che vivono nel nostro Cantone, indipendentemente dall'origine e dallo statuto di soggiorno. Un impegno che richiede costanza e determinazione, soprattutto in un contesto segnato da vincoli legislativi e da dibattiti politici complessi, ma che resta indispensabile se vogliamo costruire una società più giusta, coesa e attenta ai diritti fondamentali.

Contrastare la violenza di genere: un impegno sempre attuale

In occasione della conferenza stampa del 25 novembre 2025 (puoi rivederla qui), organizzata con il Dipartimento delle istituzioni e con il Dipartimento della sanità e della socialità, ho voluto richiamare con forza l'urgenza di contrastare la violenza di genere, una piaga sociale che continua a colpire anche il nostro Paese: come ricordato allora, dall'inizio dell'anno in Svizzera si contano già 27 femminicidi, secondo i dati dell'associazione Stop Femizid. È un impegno che porto avanti da tempo, già a Berna, e che continuo oggi con determinazione nella mia funzione in Governo.
A inizio novembre, ho scritto alle direzioni di tutti gli ordini di scuola affinché, da un lato, le scuole stesse facciano propria la campagna nazionale "L'uguaglianza previene la violenza" e mettendo loro a disposizione, dall'altro lato, una lista con attività didattiche già sperimentate da singoli istituti, attività che possono essere attuate non solo in occasione della giornata del 25 novembre e della campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere (25 novembre - 10 dicembre), ma durante l'intero anno scolastico. Perché la prevenzione passa dall'educazione, dalla costruzione di relazioni basate sul rispetto e dall'assunzione di responsabilità collettiva.
Ma l'azione non si ferma alla scuola: anche negli ambiti della cultura e dello sport vogliamo promuovere ambienti sani, inclusivi e liberi da ogni forma di violenza.
Accanto all'impegno delle istituzioni è però indispensabile il coinvolgimento attivo di tutta la società. Lo dimostra quanto accaduto a livello federale: dopo la decisione del Consiglio nazionale di non concedere i fondi per la lotta contro la violenza di genere, l'appello lanciato dal Partito socialista svizzero e da numerose organizzazioni ha raccolto in poco tempo quasi 500'000 firme, portando le Cameri federali a rivedere quella scelta. È un segnale incoraggiante, ma anche un promemoria chiaro: i progressi non sono mai garantiti e richiedono vigilanza costante e un impegno condiviso per non arretrare nella tutela dei diritti e della dignità delle persone.

Diritti umani, scuola e responsabilità globale

Di fronte alla tragedia che si è consumata e che continua tutt'ora a Gaza non possiamo restare indifferenti. Siamo confrontati con una catastrofe umanitaria, un genocidio, che interpella direttamente i valori del diritto internazionale, dei diritti umani e della dignità della persona. Il Ticino ha scelto di assumersi una responsabilità concreta, impegnandosi ad accogliere bambine e bambini gravemente feriti per permettere loro di essere curati nei nostri ospedali: un gesto di solidarietà che parla con i fatti. 

Accanto a questo, ritengo fondamentale il ruolo della scuola e dell'educazione alla cittadinanza. Le giovani e i giovani sono quotidianamente esposti, attraverso i media e i social, alle immagini e alle notizie di quanto accade nel mondo: la scuola deve poter accogliere le loro domande, offrire strumenti critici e spazi di confronto, senza semplificazioni né silenzi.

Infine, considero preoccupanti i tagli alla cooperazione allo sviluppo decisi dalle Camere federali, che indeboliscono l'impegno della Svizzera a favore delle popolazioni più vulnerabili. Difendere i diritti là significa difendere i diritti qui. La solidarietà non è un gioco a somma zero: impegnarsi per chi soffre altrove non significa dimenticare le difficoltà nel nostro Paese. Al contrario, è proprio rafforzando una cultura della solidarietà, della giustizia e della responsabilità globale che costruiamo una società più coesa e più giusta ovunque.

Cultura e formazione musicale: due progetti per ampliare accesso e opportunità

Tra settembre e ottobre 2025 il Parlamento ha approvato due importanti progetti che ho portato avanti nel corso degli ultimi due anni con il DECS. Si tratta di due interventi centrali per rafforzare il sostegno alla cultura e alla formazione, con ricadute concrete per il Cantone.

Il primo riguarda la revisione della legge sul sostegno alla cultura, sviluppata a partire dalle Linee programmatiche cantonali di politica culturale per il quadriennio 2024-2027. La revisione mira a rendere il sostegno pubblico più mirato e inclusivo, valorizzando l'intero ecosistema culturale: dalle istituzioni consolidate alla cultura indipendente, dalla mediazione culturale alla partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini.

Il secondo è il controprogetto indiretto sul finanziamento della formazione musicale extrascolastica per giovani fino ai 25 anni, che risponde alle istanze emerse con l'iniziativa popolare "100 giorni per la musica". Un passo importante per garantire un accesso più equo e diffuso alla formazione musicale, riconoscendone il valore educativo, sociale e culturale.

Il 2026 sarà l’anno della loro concreta attuazione: entrambe le leggi entreranno in vigore il 1° gennaio 2026 e segneranno l'inizio di una nuova fase, orientata a trasformare questi principi in misure operative e benefici tangibili.

Il prossimo anno porterà con sé sfide importanti, ma anche nuove opportunità per costruire un Ticino più giusto e solidale, a partire dall'attuazione delle iniziative sui premi di cassa malati fino al rafforzamento della scuola pubblica. Con il vostro sostegno, la vostra fiducia e la vostra partecipazione, potremo continuare a farlo insieme.

Vi auguro un Natale sereno e un nuovo anno colmo di speranza, coraggio e rinnovato impegno civile.

Cari saluti,
Marina

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Per una scuola di qualità e presidio di democrazia